Intervista – Il bomber Alberto Nero: “Ringrazio mio padre e Catera, voglio migliorare ogni giorno”

La seconda puntata del nostro viaggio alla scoperta dei giovani talenti seguiti da Vincenzo Catera, consulente di mercato per le società professionistiche, ci porta ad approfondire la conoscenza con Alberto Nero, attaccante classe 2002 del Pontedera.

Alberto, presentati e raccontaci la tua carriera.
“Sono nato il 20 giugno 2002 e gioco nel Pontedera. Fino ai 14 anni ho giocato nella Promosport, società di Lamezia Terme, in Calabria, dove sono cresciuto, poi sono stato notato da Vincenzo Catera che mi ha dato l’opportunità di migliorarmi nella Talent Accademy. A Torino ho imparato tanto, dentro e fuori dal campo, e ho giocato in alcune società dilettantistiche. Il coronamento di questo lavoro è arrivato l’anno scorso con il passaggio al Pontedera”.

In che ruolo giochi?
“Sono un attaccante che può giocare indifferentemente come prima o seconda punta”.

La tua squadra del cuore? Il giocatore a cui ti ispiri?
“Tifo Juventus fin da bambino, infatti il mio idolo è sempre stato Alessandro Del Piero”.

Qual è il tuo punto di forza sul campo da calcio? In cosa, invece, devi migliorare?
“Credo di avere un buon senso della posizione che mi permette di essere nel posto giusto al momento giusto. Quand’ero nell’accademia mi veniva spesso detto che non ero cattivo calcisticamente parlando e sotto quel punto di vista mi sento migliorato, ma sto ancora cercando di lavorarci su”.

Raccontaci il tuo gol più bello.
“Il mio gol più bello l’ho segnato all’ultimo minuto da poco dopo il centrocampo, il portiere avversario rinvia e un mio compagno stoppa la palla, vedo il portiere fuori dai pali e tiro da fermo, per fortuna l’ho scavalcato e il pallone è andato all’incrocio dei pali”.

L’allenatore a cui sei più legato? Cosa ti ha insegnato?
“Negli anni ho cambiato molti allenatori, ma due mi hanno davvero segnato. Il primo si chiama Giovanni Gaetano che mi ha allenato ai tempi della Promosport, con lui avevo instaurato un rapporto di amicizia anche fuori dal campo. Negli ultimi anni la figura del mister Marco Russo è stata fondamentale per me, in campo davo il meglio di me perché mi sentivo apprezzato e infatti quell’anno sono stato capocannoniere della squadra. Nei due anni con mister Russo sono migliorato sotto due aspetti, la tecnica ma soprattutto ho imparato a sacrificarmi per la squadra, cosa che sicuramente prima mi mancava”.

Quali sono le altre figure fondamentali per la tua carriera?
“Sicuramente per essere arrivato dove sono ora ho dovuto fare tanti sacrifici ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza mio padre Roberto, che mi ha sempre sostenuto e aiutato, e senza Vincenzo Catera che ha creduto in me e mi ha dato questa opportunità”.

Sei arrivato nel professionismo: punto di arrivo o punto di partenza?
“Ovviamente ancora non ho fatto niente di cui vantarmi, per me questo è un buon punto di partenza e spero di migliorarmi sempre di più ogni giorno”.

Quali obiettivi hai nel mondo del calcio?
“Sicuramente l’obiettivo di ogni ragazzo che intraprende questa strada è quello di affermarsi, così come il mio, un domani spero perché no di giocare in categorie superiori ma la strada è lunga”.

Usciamo dal campo: che passioni hai oltre il calcio?
“Il tempo che ho a disposizione dagli allenamenti lo passo a leggere fumetti, giocare alla PlayStation, come del resto credo ogni ragazzo della mia età, e mi piace molto anche andare in palestra”.

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