Intervista – Gabriele Bardo, dalla Bruinese alla Pro Vercelli: “Sogno la maglia della Nazionale”

Gabriele Bardo, difensore classe 2003, è il protagonista della terza puntata del nostro viaggio alla scoperta dei giovani talenti seguiti da Vincenzo Catera, consulente di mercato per le società professionistiche.

Gabriele, presentati e raccontaci la tua carriera.
“Sono nato il 10 maggio del 2003 e questo che sto vivendo è il mio primo anno alla Pro Vercelli. Prima di approdare qui, ho passato la maggior parte degli anni alla Bruinese per poi andare al Gozzano, la mia prima stagione da professionista”-

In che ruolo giochi
“Difensore centrale, ma ho anche avuto modo di giocare terzino destro”.

La tua squadra del cuore? Il giocatore a cui ti ispiri?
“Tifo per la Juventus e mi ritengo molto fortunato per due motivi: primo, essendo nella stessa città in cui vivo ho avuto modo a volte di assistere a delle partite dal vivo. Il secondo motivo, più importante, è che nella Juve c’è il giocatore a cui mi ispiro, De Ligt, sperando un giorno di poter diventare come lui”.

Qual è il tuo punto di forza sul campo da calcio?
“Sicuramente la velocità, perché mi aiuta molto a distinguermi dagli altri giocatori nel mio ruolo visto che normalmente i difensori non lo sono così tanto”.

In cosa, invece, devi migliorare?
“Più che migliorare su un aspetto tecnico o tattico, cosa su cui però devo lavorare per migliorarmi giorno per giorno, penso che mi servirebbe un miglioramento mentale che nel calcio è un aspetto fondamentale”.

Raccontaci il tuo gol più bello.
“Pochi dubbi. Sicuramente quello che realizzai con la Bruinese contro il Lascaris. Dalla difesa sono partito palla al piede, sono riuscito a saltare tre avversari e in prossimità dell’area di rigore ho calciato mettendo la palla in porta”.

L’allenatore a cui sei più legato? Cosa ti ha insegnato?
“Onestamente non riuscirei a scegliere un solo allenatore perché ognuno, in maniera differente, è riuscito a insegnarmi sempre qualcosa che mi ha permesso di arrivare dove sono ora. Posso solo ringraziarli uno per uno e sperare che nella vita ricevano il meglio, come io l’ho ricevuto da loro”.

Quali sono le altre figure fondamentali per la tua carriera?
“I miei genitori che ogni giorno, anche attraverso piccoli gesti, sono riusciti sempre a non farmi mancare niente e se sono qua lo devo anche e soprattutto a loro per non avermi mai lasciato da solo nelle situazioni di difficoltà che ho avuto all’interno del mio percorso”.

Sei arrivato nel professionismo: punto di arrivo o punto di partenza?
“Lo definisco una via di mezzo. Il mio punto di partenza è stato quando ho iniziato a giocare nella Bruinese. Definire invece punto di partenza il fatto che ora sono arrivato nei professionisti non sarebbe giusto per come la penso io”.

Quali obiettivi hai nel mondo del calcio?
“L’obiettivo è quello di arrivare a giocare ad alti livelli e per me sarebbe un sogno poter indossare la maglia della Nazionale”.

Usciamo dal campo: che passioni hai oltre il calcio?
“Mi piace uscire con i miei amici quando possibile e una passione che ho scoperto avere in questo ultimo periodo è quella riguardo la musica”. 

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