Zenon Caravella: “Ho giocato contro Del Piero, mi piacerebbe portare i miei ragazzi in Italia”

Si è formato in Italia, ha giocato quasi tutta la sua carriera in Australia (a parte due stagioni in Olanda), ha incrociato i tacchetti con Alessandro Del Piero ed è da sempre amico di Vincenzo Catera: è Zenon Caravella, classe ’83, centrocampista tecnico e grintoso, oggi maestro di calcio della sua Football Academy.

Zenon, il pubblico italiano sa poco di te: raccontaci della tua carriera nel mondo del calcio, tra Australia e Olanda.
“La mia carriera è iniziata qui in Australia. Mi sono appassionato di calcio sin da bambino grazie a mio zio, Frank Farina: era anche un calciatore professionista, ha giocato per il Bari in Italia e in seguito ha allenato la
nazionale. Ho sempre sognato di diventare come lui e sono felice di avercela fatta, sono stato molto fortunato. Giocare in diversi Paesi, come l’Olanda, conoscere culture e stili di gioco diversi è stato fantastico”.

Hai giocato anche contro Alessandro Del Piero …
“Sì, ho giocato molte volte contro Del Piero quando era qui in Australia. Ricordo la prima partita, lo guardavo e pensavo: ‘wow, lo guardavo in TV e ora ci gioco insieme’. Un’esperienza fantastica! Ricordo sempre che gentiluomo fosse in campo e ovviamente come giocatore era incredibile”.

Un centrocampista tecnico: raccontaci che giocatore eri.
“Da ragazzino mi allenavo sempre, avevo la palla tra i piedi ogni giorno quindi mi sono sempre trovato molto a mio agio dal punto di vista tecnico. Non ero molto grande e forte fisicamente, quindi dovevo essere intelligente nei movimenti e nelle decisioni in campo. Ma mi è sempre piaciuto lavorare sodo e non ho mai tirato indietro la gamba, quando c’era da dare battaglia mi piaceva…”

La formazione è fondamentale per la crescita di un giocatore: parlaci della tua formazione e del ruolo che hanno avuto l’Italia e Vincenzo Catera.
“Ricorderò sempre il periodo di allenamento che ho passato in Italia, ci sono andato da ragazzino che non conosceva la lingua o non sapeva cosa aspettarsi. L’intensità dell’allenamento e la serietà che mostravano i giocatori in campo mi hanno impressionato molto. La cultura del calcio era ovviamente molto più grande di quanto avessi mai immaginato. La figura di Vincenzo è stata fondamentale, per me: non solo è stato un grande allenatore che mi ha aiutato a crescere come giocatore, ma mi ha fatto da mentore, mi ha aiutato dal punto di vista personale, un aspetto che penso sia spesso trascurato nel mondo del calcio professionistico. Ero un diciassettenne con tutto da imparare, mi ha instillato valori a cui tengo ancora oggi e che trasmetto ai giocatori che alleno”.

Ora che hai appeso le scarpe al chiodo, anche tu hai aperto la tua Accademia. Come va? Quali sono i principi ispiratori, cosa vuoi trasmettere ai giovani giocatori?
“La mia accademia sta andando bene, mi appassiona molto e mi permette di rimanere coinvolto nel mondo del calcio. Lavoro con diverse età, ma il messaggio costante che voglio trasmettere ai giocatori è molto semplice. ‘Goditi il gioco e divertiti con la palla tra i piedi, esercitati spesso se vuoi continuare a migliorare’. I ragazzi devono avere una motivazione interna e non essere costretti dai genitori o dagli allenatori. Ovviamente con il passare degli anni i giocatori devono imparare molti altri principi di gioco”.

Vuoi aprire una collaborazione con Vincenzo Catera? Magari per organizzare stage in Italia?
“Mi piacerebbe un giorno collaborare con Vincenzo. Viaggio spesso con i miei giocatori, portarli a fare esperienza in Italia sarebbe fantastico, così come sarebbe importante venire in Australia per i ragazzi allenati da Vincenzo”.

Ultima domanda: qual è la tua opinione sul calcio di oggi?
“Il calcio di oggi è molto diverso a seconda del campionato che guardi. Alcuni sono molto basati sul possesso palla, mentre altre competizioni sono molto più combattute. Ovviamente la fisicità è ancora una qualità molto importante nella maggior parte dei paesi, anche se io ripeto che la capacità tecnica e la velocità di pensiero sono fondamentali. Il calcio di oggi, con tutta la tecnologia disponibile e gli analisti nello staff tecnico, sta consentendo alle squadre di diventare molto più flessibili, anche con i cambi di formazione e di modulo durante la partita, e organizzate. Tutti aspetti di cui bisogna tener conto nella formazione di un giovane calciatore”.

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